Il turismo in Liguria tiene le posizioni, ma è bene puntare sull’innovazione, come abbiamo cercato di indicare in questo articolo. Intanto, ecco alcuni dati relativi al Tigullio:

Come si vede, i dati sono alquanto statici, o in calo (Rapallo), a parte l’annata 2017, col clima eccezionale. Per i flussi nella Regione Liguria, vedere i più recenti QUI, tenendo conto che la spesa degli stranieri in Liguria è comunque cresciuta più del loro numero.

Come ovviare? Come migliorare, possibilmente incrementando i turisti stranieri (peraltro terrificati da crolli di ponti e autostrade a due corsie zeppe di TIR)?
La risposta ovviamente è complessa, ma di sicuro è necessario rinnovare completamente il tipo di offerta agli ospiti.

Abbiamo già scritto sull’opportunità di creare infrastrutture migliori; una rete di offerta food davvero ligure km. zero e salutista (è una moda, ma certo fa bene alla salute, oltre che a ristoranti e hotel), e di una rete di Sentieri Blu lungo il mare…
Per cambiamenti più netti, si dovrebbe pensare in grande, uscendo dalla logica della promozione alle Fiere internazionali per passare alla domanda “COSA promuoviamo?“:

Una Regione green anche nelle sue policy, a partire dal bando alle plastiche. E’ necessario smettere di fare chiacchiere ambientalisti (lo fanno tutti, ambientalisti inclusi) per cominciare a fare politiche concrete. Bloccare l’uso delle cassette di polistirolo per frutta e per la pesca; disincentivare il polistirolo come contenitore di carni e formaggi nei supermercati.
Energia pulita: l’eolico off shore non rovina il paesaggio e permette di creare vere oasi per le specie ittiche, con un presidio contro l’allucinante strage di grandi pesci (un centinaio di km. di palamiti semi fissi in Liguria).
Poi, se ha davvero convenienza ricavare energia dalle maree, si parta con centrali di produzione e non solo di test.
Effettuare ricerche serie in campo internazionale sugli allevamenti biologici di pesce.
Più parchi e Aree Marine Protette più ampie, nonostante alcune resistenze politiche per noi immotivate.

Rilanciare l’entroterra, che è un tesoro inutilizzato e utile anche alle strutture alberghiere della costa, che potranno offrire escursioni nei borghi e sulle montagne.

Per farlo, ci sono già alcune idee e strumenti finanziari. Per esempio, Regione Liguria ha attivato lo strumento della Rigenerazione Urbana, che immaginiamo sia dotato di fondi insufficienti, ma che può comunque servire per “rigenerare” i centri storici, non tanto della costa (dove serve solo meno caos estivo, forse) quanto dell’entroterra (Varese Ligure nel Levante non è certo un caso isolato: quasi tutti i paesi dell’entroterra ligure sono pieni di bellezza e Storia (un itinerario tra Longobardi e greco-bizantini servirebbe intanto ai nostri studenti…).

C’è poi l’idea del Reddito di Montagna lanciata dal Sindaco di Carro (Sp).
La proposta del Sindaco Antonio Solari ha aspetti positivi, anche se sembrerebbe ripetere il mantra dei sussidi e non quello dello sviluppo delle iniziative economiche dei cittadini, che funziona bene all’estero (“privato” per noi non vuol dire “mangia mangia” tra politica e mondo economico “amico”, ma la possibilità data ai cittadini di fare impresa grazie alle loro capacità di offrire il prodotto migliore al prezzo migliore!).

Tuttavia, se pensiamo al “Reddito di Montagna” come a un aiuto agli anziani che “resistono” e un incentivo di alcuni anni ai giovani che si trasferiscono in montagna e che rilanciano un’agricoltura 4.0 basata sul bio e su coltivazioni ad alto rendimento (per esempio lo zafferano, erbe officinali e piante e frutti curativi che crescono anche in Liguria, come lo zenzero e la curcuma, il goji, il mirtillo rosso -curativo per prostata e cistiti- etc.), allora la policy diventa interessante e utile non solo in Liguria.
Se all’agricoltura poi si associa un turismo ecologico e gastronomico, allora ci sarebbe futuro per l’entroterra.
Ricordiamo che la famiglia di Nicolò Paganini era del comune di Carro. Non si sprechino quindi i talenti che possono nascere da una terra più libera e più potenzialmente intelligente di quella uniformata dal web e dalla metropolizzazione (gentrificazione etc.).

Cartolina dei primi del ‘900
 

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