• L’imperativo è battere Toti!
    Nel mondo del cosiddetto centrosinistra, questo sembra essere il refrain preferito. Anche nell’ambito di Italia Viva, non si disdegna il ritornello.
    Temo che la “cultura del nemico”, in buona parte figlia della teoria del “nemico di classe”, cultura che ha nutrito per tanto tempo la sinistra e alimentato l’insorgere del neo-populismo, continui a contaminare le forze che si richiamano al centrosinistra. Credo che neppure Italia Viva ne sia immune. Non si è ancora imparato che l’elettore “normale”, quello non militante, non ha alcun interesse verso i giaguari da smacchiare?
  • No, l’obiettivo di Italia Viva non deve essere quello di smacchiare il nuovo giaguaro, questa volta su scala regionale, deve essere semmai quello di migliorare quei servizi e potenziare quelle infrastrutture di cui possano godere i cittadini liguri. La domanda diventa dunque la seguente: quali sono le vie possibili per far sì che i cittadini liguri possano godere di migliori servizi e infrastrutture potenziate?
  • “Battere Toti” può essere una via? Sì, può essere una via. Si tratta di una via per nulla scontata. Essa presuppone infatti due condizioni: si deve generare un’alleanza più incentrata sui valori della qualità dei servizi e delle infrastrutture, di quanto non sia quella oggi al governo della regione; tale alleanza deve vincere la competizione elettorale. Si tratta di condizioni al limite del proibitivo. La prima, forse, ancor più della seconda.
  • E allora che fare?
    Da più parti si evoca il cosiddetto “terzo polo”, un’alleanza di sigle minori che dovrebbe scaldare i cuori di moderati e riformisti. Si tratterebbe di una presenza di pura testimonianza, la testimonianza intorno alla necessità di consolidare un terzo polo, alternativo ai due principali (centrodestra e centrosinistra), una sorta di polo moderato che sappia raccogliere riformisti socialisti e liberali. Non credo che il sistema democratico italiano abbia bisogno di questo terzo polo che in fondo finirebbe per conferire maggiore credibilità politica agli altri due. No, credo che la democrazia italiana abbia invece bisogno di una forza che, ponendosi oltre lo schema destra/sinistra, squaderni lo scenario e proponga una narrazione alternativa a quella giustizialista-autoritaria del polo neo-populista, anch’esso trasversale rispetto a destra e sinistra. Chi ambisse a costruire l’alternativa, dovrebbe parlare un linguaggio nuovo, oltre i vecchi paradigmi, comprensibile per tutti gli elettori, nessuno escluso. Non credo che il “terzo polo”, così come viene immaginato, popolato da vecchi radicali e fighetti ultraliberali, possa ambire a tale missione.
  • E allora? Che fare? Dopo aver indagato, mi pare con scarso successo, intorno alla possibilità di influenzare il cosiddetto “campo progressista”, non vale forse la pena di esplorare quali possibilità possono schiudersi nell’ambito dello schieramento che sostiene Toti? Siamo proprio certi che il mondo liberale di Forza Italia non vedrebbe con favore un “alleato” che sganci la coalizione dall’egemonia leghista? Siamo così sicuri che lo stesso Toti, dopo l’esito così modesto del suo movimento politico nelle sue prime uscite, non apprezzerebbe una sponda che lo renda maggiormente autonomo tanto da Forza Italia quanto dalla Lega? Non potrebbe Italia Viva portare quelle sensibilità e competenze necessarie a garantire migliori servizi e barra dritta sulle infrastrutture? Non potrebbe così “dare una casa” a chi continua a volere discontinuità con le passate giunte di sinistra, ma non si riconosce nel becerismo leghista?
  • Proposta shock? Sarebbe un’alleanza contro-natura? Certo che sì, certo che lo sarebbe. Lo sarebbe come lo è l’alleanza con comunisti e grillini con cui Italia Viva governa il Paese.
    Italia Viva, oggi, non rappresenta ancora, di per sé, l’alternativa al neo-populismo, ma dell’alternativa rappresenta l’embrione. Ha bisogno di tempo per affermarsi e crescere. Oggi, in questa fase, o si tiene fuori dai giochi (in un primo tempo sembrava infatti che non avrebbe preso parte in alcun modo alle competizioni regionali e avrebbe fatto eccezione solo il caso dell’Emilia Romagna) o gioca, spregiudicatamente, con mani libere e mente libera. Mente e mani libere di chi si sente equidistante da ogni populismo e dalle forze, PD e Forza Italia, che ne reggono la coda. Questa iniziativa politica, rappresenterebbe un “caso” nazionale che finalmente farebbe evolvere il rapporto tra Italia Viva e PD da lite isterica tra ex a confronto tra avversari politici, come sarebbe sano che fosse.
    Si tratta di un’idea peregrina? Non lo escludo affatto. Ma ne sarò certo solo dopo un’esplorazione che lo confermi.
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